Cosa e come le Amministrazioni Militari dovrebbero fare per contrastare il fenomeno.
Articolo di Marco Moroni sulla situazione suicidi, pubblicato su Divise Mag.

Sulla questione dell'assorbimento della Forestale nell'Arma dei Carabinieri, le riflessioni giuridiche in merito alla privazione delle libertà e la riduzione dei diritti del personale sono davvero poche. Segnalo quindi questo contributo che le affronta con efficace analisi, superando la stantia ripetizione di numeri e statistiche mai soggette a seria verifica.
Buona lettura!

Nell'ambito dei faticosi meccanismi parlamentari, prende sempre più corpo una convergenza tra le varie forze politiche finalizzata a porre rimedio ai danni posti in essere dalla soppressione del Corpo forestale dello Stato.
La nascita di una nuova Forza di polizia ad ordinamento #civile specializzata nella tutela ambientale, per la difesa idrogeologica e per la prevenzione sul nostro territorio è una priorità del MoVimento 5 Stelle.
Ieri in Aula abbiamo votato contro una mozione di FdI, perché avremmo dovuto approvare l'intero testo e non invece le singole parti separate.
La mia #propostadilegge va nella direzione auspicata dagli uomini e le donne del Corpo Forestale, per far uscire quel personale specializzato dal limbo nel quale si trovano adesso.
Stiamo lavorando giornalmente affinché la Pdl (AC 1670) possa essere quanto prima esaminata dalle Commissioni competenti e quindi approdare in Aula di #Montecitorio.
Questo il nostro, il mio impegno quotidiano.

Grazie a tutto il Gruppo 5 stelle e in particolare ai colleghi Anna Macina e Francesco Silvestri per il grande aiuto negli ultimi passaggi.

(ottopagine) - Il Comitato europeo dei diritti sociali, con una decisione presa il 3 luglio e ieri resa pubblica, ha giudicato che l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato (CFS) nell’Arma dei Carabinieri viola i diritti sociali dei dipendenti che, divenendo personale militare, hanno perso le libertà sindacali prima garantite.
Bisogna ricordare che, con una riforma voluta nel 2016 dal Governo Renzi, il Corpo Forestale dello Stato, una polizia civile, è stato soppresso e la massima parte del suo personale trasferito all’Arma dei Carabinieri, così confluendo nell’ordinamento militare dove non è garantita una piena libertà associativa sindacale e si nega la partecipazione dei lavoratori alla contrattazione collettiva attraverso i propri rappresentati.
Contro questi aspetti della riforma, non appena era entrata in vigore, gli ex sindacati del personale (l’UGL-CFS ed il SAPAF) con i loro segretari Danilo Scipio e Marco Moroni, avevano deciso di rivolgersi al Comitato europeo, denunciando la violazione dei diritti riconosciuti della Carta sociale europea.

La decisione del Comitato europeo per i diritti sociali sul merito della denuncia Unione Generale Lavoratori - Federazione Nazionale Corpo forestale dello Stato (UGL – CFS) e Sindacato autonomo polizia ambientale forestale (SAPAF) contro Italia (n. 143/2017) è diventata pubblico il 7 giugno 2019.

Nella loro denuncia UGL-CFS e SAPAF hanno asserito che l'incorporazione del Corpo forestale statale (precedentemente civile) nella Forza dei Carabinieri (polizia militare) viola i diritti del personale interessato, in particolare per quanto riguarda:

- il loro diritto a guadagnarsi da vivere in un'occupazione liberamente esercitata, in violazione dell'articolo 1, paragrafo 2, della Carta sociale europea riveduta ("la Carta"), poiché la misura controversa incide sostanzialmente sulle condizioni di lavoro del personale interessato, indipendentemente dal fatto che accettano di acquisire uno status militare o optare per una riassegnazione a una carica civile;

The decision of the European Committee of Social Rights on the merits of the complaint Unione Generale Lavoratori - Federazione Nazionale Corpo forestale dello Stato (UGL–CFS) and Sindacato autonomo polizia ambientale forestale (SAPAF) v. Italy (No. 143/2017) became public on 7 June 2019.

In their complaint UGL–CFS and SAPAF alleged that the incorporation of the (formerly civilian) State Forestry Corps into the Carabinieri (military police) Force violates the rights of the personnel concerned, in particular as regards:

- their right to earn their living in an occupation freely entered upon, in violation of Article 1§2 of the Revised European Social Charter (“the Charter”), as the contested measure substantially affects the conditions of work of the personnel concerned, whether they accept to acquire military status or opt for a reassignment to a civilian post;

- their right to organize, in violation of Article 5 of the Charter, taken separately or together with Article G of the Charter, because the trade union rights of the individuals transferred to the Carabinieri Force and the Guardia di Finanza are restricted as a result of their acquiring military status;

- their right to bargain collectively, in violation of Article 6§2 of the Charter, on account of the excessive restrictions imposed to the individuals transferred to the Carabinieri Force and Guardia di Finanza, as a result of their acquiring military status.

The European Committee of Social Rights adopted its decision on the merits on 3 July 2019.

In its decision on the merits, the Committee concluded:

by 9 votes to 5 that Article 1§2 of the Charter is not applicable;
by 12 votes to 2 that there is a violation of Article 5 of the Charter;
by 13 votes to 1 that there is a violation of Article 6§2 of the Charter.

Lo scorso 10 luglio, la Consulta ha depositato la sentenza n. 170/2019, con la quale ha rigettato le questioni di legittimità costituzionale sollevate (da ben tre diversi TAR) in merito alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato ed all’assorbimento della massima parte delle sue funzioni e del suo personale nell’Arma dei Carabinieri. In breve, secondo i Giudici è, innanzitutto, legittimo che il Parlamento possa delegare al Governo la scelta se far transitare le funzioni ed i membri di una polizia, dall’ordinamento civile a quello militare. La delega contenuta nella Legge Madia non è considerata, inoltre, né generica, né lesiva delle posizioni del personale, né limitativa delle prerogative delle Regioni, che nel processo normativo sono state solo marginalmente coinvolte. Si ritiene adeguatamente tutelato il bene Ambiente, a fronte dei risparmi per l’erario, giacché, secondo i Giudici, tale risparmio si accompagna ad una sinergia di risorse che realizza un livello superiore di efficienza, né la dispersione di funzioni, prima unitariamente svolte dal CFS, tra più amministrazioni, realizza una dannosa disgregazione di professionalità. La scelta dell’accorpamento all’Arma viene poi valorizzata in base alla analoga distribuzione sul territorio degli uffici dell’Arma e di quelli del CFS ed in base al percorso di specializzazione che l’Arma ha avuto in campo agroalimentare ed ambientale.

Ho una notizia molto importante da darvi: la mia proposta di Legge sulla riorganizzazione del Corpo forestale da oggi è ufficialmente depositata alla Camera.
Questa è la prima pietra per il nuovo percorso del Corpo forestale dopo che il governo Renzi, con la riforma Madia, lo ha stravolto, smembrato e spezzettato.
Con la nuova legge potremo finalmente sistemare questa situazione, ecco i primi punti della Riforma che voglio condividere con voi:

-Promuoviamo una nuova visione della Sicurezza Pubblica forestale e ambientale;
- Ripristiniamo la centralità di un’organizzazione civile di polizia forestale ambientale e agroalimentare, ricomponendo le sue funzioni in modo unitario presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza;
- Valorizziamo il ruolo di prevenzione e garanzia delle Questure e gli storici legami con gli Enti locali;
- Ristabiliamo le sinergie con i Vigili del Fuoco e con il volontariato antincendio per una efficace azione di prevenzione e difesa dagli incendiboschivi.

Stiamo costruendo una nuova Casa per tutti gli ex appartenenti al Corpo forestale dello Stato, che devono tornare al più presto al loro posto per il bene del Paese.

L’udienza dinanzi alla Corte Costituzionale per discutere della legittimità della “riforma” Madia che ha soppresso e smembrato il Corpo Forestale dello Stato tra diverse Amministrazioni statali (Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo) è prevista per il prossimo martedì 16 aprile 2019. La Lega è sempre stata contraria, fin dal 2015, a quella scellerata riforma. Lo testimoniano i resoconti parlamentari, le innumerevoli interrogazioni, la presenza, vera e costante, alle manifestazioni.
Siamo vicini ai Forestali d’Italia e da parte nostra l’attenzione alla questione CFS è sempre stata alta. Non l’abbiamo mai abbandonata, neanche in questi mesi. Ai tanti partiti ed esponenti politici che solo oggi producono dichiarazioni stampa diciamo: il silenzio, a volte, vale più di mille parole! A prestissimo Amici Forestali…

Intervento del Dott. Cleto Iafrate, dirigente FICIESSE e nostro Socio

Intervento del Dott. Cleto Iafrate, dirigente FICIESSE e nostro Socio

Il presidente della Corte Costituzionale, questa mattina, ha deciso che il prossimo 19 marzo sarà discussa dinanzi alla Consulta la questione della legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e dell’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri, cui è conseguita la loro forzata militarizzazione.

Come noto, l’udienza giunge, molto attesa, dopo che la prima fissazione del 5 giugno 2018, a seguito dell’ordinanza del TAR per l’Abruzzo, era slittata per l’intervento di una nuova ordinanza di rimessione, con la quale il TAR per il Veneto aveva condiviso i rilevanti profili di incostituzionalità della Riforma Madia che aveva disposto l'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, militarizzandone il personale.


Si comunica che nei giorni scorsi il Senatore Paolo ARRIGONI (in foto), Questore di Palazzo Madama, ha depositato una nuova interrogazione sulla problematica "buoni pasto". 
Di seguito il Comunicato Stampa e il testo integrale dell'Interrogazione
 

Buoni pasto Qui Ticket: Arrigoni (Lega), bene nuovo fornitore ma ora garantire rimborsi.

Roma, 27 luglio – “È di pochi giorni fa la notizia che finalmente Consip ha risolto la convenzione con la società Qui Ticket. Come avevo denunciato con la mia interrogazione dello scorso 11 aprile non era assolutamente accettabile che per mesi i lavoratori non potessero esercitare il loro diritto a spendere i buoni pasto e che migliaia di commercianti e imprese vantassero, come vantano ancora oggi, fatture non pagate".

A dichiararlo è il Senatore della Lega Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama, che già nello scorso mese di aprile, con una precedente interrogazione all’allora Ministro dell’Economia e delle Finanze Padoan, aveva evidenziato i gravi disagi dei lavoratori.

“Plaudo quindi all’intervento di un paio di giorni fa del Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno che ha dichiarato di essere a stretto contatto con il Ministero dell’Economia e con Consip per la vicenda Qui Ticket e che entro i primi giorni di agosto ci sarà un nuovo fornitore che erogherà i buoni pasto”.

“Ieri – continua Arrigoni- ho depositato una nuova interrogazione destinata al Ministro Tria per chiedere che ora Consip si adoperi, con celerità, a ritirare tutti i ticket non spesi e ancora in circolazione, prevedendo i relativi rimborsi e dando indicazioni univoche a tutte le amministrazioni interessate. Altrettanto importante sarà dedicarsi al problema dei crediti vantati dagli esercenti e dalle imprese della distribuzione”.