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(AGENPARL) – dom 10 maggio 2020 - Il passaggio del personale ex C.F.S. nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, secondo le previsioni del D.Lgs. 177/2016, è stato normato al fine di garantire il mantenimento dei diritti già acquisiti nella precedente Amministrazione attraverso l’istituzione di uno specifico ruolo ad esaurimento, livellando le opportunità di progressione in carriera a quelle dei ruoli ordinari, mediando le necessità del personale transitato con l’ordinamento dei vigili del fuoco, confermandone la sede di servizio più prossima alla precedente e comunque nello stesso ambito provinciale.
Tralasciando il forte demansionamento subìto dal personale a causa della riforma, penalizzato dalla perdita immediata delle funzioni legate alle competenze acquisite e non mantenute nel nuovo posto di lavoro, occorre sottolineare che, nonostante l’impegno degli ex forestali nel percorso di adattamento e riqualificazione, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco pare sottrarsi ai principi ispiratori e sanciti nella riforma Madia.
Dopo ben 3 anni, il personale, confermato come ruolo ad esaurimento dal nuovo ordinamento, risulta ancora temporaneamente assegnato presso la sede di ingresso nel Corpo; vista la diversa distribuzione territoriale dei comandi stazione forestali e comandi provinciali dei vigili del fuoco, tale assegnazione, che in alcuni casi ha comportato uno spostamento di diverse decine di chilometri, ora rischia di diventare un diritto perduto, in modo definitivo, se si decide di avanzare in carriera.

E’stato bandito, parallelamente a quello di 570 posti per i ruoli ordinari, un concorso a capo squadra AIB con decorrenza 01.01.2019 riservato al personale ex Corpo Forestale dello Stato per la copertura di 10 posti resi disponibili dal C.N.VV.F. ed individuati presso 7 Direzioni regionali con sede Ancona, Catanzaro, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Trieste. Ed è così che il personale AIB, già umiliato da una contrazione delle competenze possedute, senza una reale direttiva che ne delimiti le funzioni, ora è costretto, se vuole avere pari opportunità di carriera dei vigili ordinari, ad allontanarsi definitivamente anche a più di 500 chilometri da casa. Definitivamente perché, a differenza dei ruoli ordinari, quello degli ex C.F.S., non può essere incrementato con nuove leve e quindi non può accedere alla stessa rotazione del personale che consente a chi si allontana dai propri affetti di sperare in un ricongiungimento futuro.
Tutte le Amministrazioni dello Stato che hanno avuto un ruolo nel Decreto Legislativo 177/16 dovrebbero attenersi ai principi in esso sanciti e non solo beneficiare delle funzioni acquisite e delle capacità assunzionali ottenute. Il Corpo Nazionale dei vigili del fuoco dovrebbe garantire a tutto il suo personale pari opportunità di avanzamento in carriera e il diritto di essere assegnato non solo negli uffici delle Direzioni, con sede nei capoluoghi di regione, ma anche presso le strutture territoriali provinciali, uniche realtà periferiche che consentono di conciliare vita lavorativa e affetti familiari consolidati. Realtà che per un ruolo ad esaurimento sarebbero precluse per sempre. Al pari delle altre Amministrazioni dello Stato, anche il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dovrebbe tutelare i diritti del ruolo ad esaurimento che ha istituito e confinato, fino a termine carriera, in una funzione ancora da definire. Dovrebbe consentire al personale AIB di procedere verso la propria estinzione, senza linfa vitale di ricambio, attraverso un avanzamento di carriera presso la propria sede di servizio, in armonia con quanto raccomandato dal legislatore e attuato dagli altri Corpi dello Stato che hanno istituito i ruoli speciali.
Siamo servitori dello Stato, uno Stato che dovrebbe tutelare i propri dipendenti attraverso quelle Amministrazioni che hanno goduto dei benefici di una riforma ma che troppo spesso dimenticano che non siamo numeri, ma uomini.
Nella speranza che vengano rimodulate le condizioni del bando, auspichiamo un intervento del Ministro Luciana Lamorgese e una presa di coscienza da parte del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

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