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(AGENPARL) – lun 16 marzo 2020 Mentre il mondo intero cerca di combattere l’epidemia da CORONAVIRUS in corso, esistono strutture della Benemerita che sembrano remare contro gli indirizzi governativi. Con un susseguirsi di disposizioni, al ritmo di una al giorno, anche contrastanti fra loro, sembra che lo scopo principale degli ordini non sia tentare di arginare il contagio e garantire anche i militari, ma dimostrare l’efficienza dell’Arma ostentando la propria immagine impeccabile anche in un periodo drammatico come quello che stiamo attraversando.
Carabinieri mandati in servizio privi di DPI, rischiando di trasformare in untore o vittima chi è mosso solo dal desiderio di servire il Paese. Disposizioni governative vanificate da “pacchetti d’ordini” in palese contrasto con le raccomandazioni più banali riguardo la riduzione degli spostamenti e del pendolarismo. Anche le varie forme di “smart working” stentano a decollare perché evidentemente ritenute una forma di fannullonismo da chi è chiamato ad assumersi la responsabilità di concederle.
Al CUFA (il vecchio quartier generale della forestale), una grande unità deputata a gestire i Carabinieri Forestali, si preferisce porre i militari in licenza ordinaria obbligatoria, per snellire le presenze in ufficio, in barba alle altre forma di assistenza previste da norme contrattuali, quando poi il Comando Generale dispone l’invio di nuove unità.
Non si capisce bene se le decisioni contraddittorie e contrastanti, rispetto gli input governativi, vengono prese perché nelle varie pubblicazioni – che i Generali conoscono a memoria – non c’è scritto nulla sul COVID-19 oppure per scelta consapevole.
Forse è arrivato il momento che qualcuno ridimensioni chi fa del delirio di onnipotenza uno stile di vita perché, stavolta, potrebbe avere conseguenze drammatiche e irrimediabile.

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