(AGENPARL) – gio 26 marzo 2020 “Militari e poliziotti sono impegnati ogni giorno a far rispettare le mutevoli e schizofreniche misure governative, emanate con cadenza quasi quotidiana, volte a prevenire l’ulteriore diffusione del COVID -19, seppur in carenza se non totale mancanza dei più elementari DPI. Alla preoccupazione di dover svolgere comunque il proprio dovere in condizioni precarie, con i rischi di portare il virus anche all’interno delle mura domestiche, oltre che del comando di appartenenza, per i Carabinieri si aggiungono i disagi e la confusione di una miriade di disposizioni interne che portano i militari all’esasperazione.

E’ di oggi un messaggio con il quale il Comando Generale dell’Arma precisa che con l’entrata in vigore del decreto legge 18/2020 alcuni istituti contrattuali, seppur già concessi, vengono revocati qualora non abbiano esaurito i loro effetti entro il 17 marzo u.s.. In sostanza ed a titolo esemplificativo, chi ha già fruito di una licenza speciale dal 15 marzo al 25 marzo per esercitare la tutela genitoriale sui figli minori costretti a casa dalla chiusura degli istituti scolastici, dovrà commutarla – per il periodo successivo al 17 marzo – con le proprie ferie o con specifico congedo parentale e conseguente riduzione dello stipendio. Allucinante! Oggi per il 17 pur avendo il Comando Generale revocato la circolare solo il 22 marzo!!
A disposizioni normative di questo tipo, si aggiunge l’ostinazione di alcuni Servizi del CUFA e territoriali del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale di disattendere impunemente l’articolo 87, comma 1, del D.L. 18/2020 che, per limitare la presenza in ufficio fino a cessata emergenza, fa del lavoro agile la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa di natura amministrativa, logistica e gestionale.
Quando è il fuoco amico a fare le vittime, significa che c’è ancora tanto lavoro da fare”