(AGENPARL) – Roma, 27 marzo 2020 – “Militari e poliziotti sono impegnati ogni giorno a far rispettare le mutevoli e schizofreniche misure governative, emanate con cadenza quasi quotidiana, volte a prevenire l’ulteriore diffusione del COVID -19, seppur in carenza se non totale mancanza dei più elementari DPI. Alla preoccupazione di dover svolgere comunque il proprio dovere in condizioni precarie, con i rischi di portare il virus anche all’interno delle mura domestiche, oltre che del comando di appartenenza, per i Carabinieri si aggiungono i disagi e la confusione di una miriade di disposizioni interne che portano i militari all’esasperazione.

E’ di oggi un messaggio con il quale il Comando Generale dell’Arma precisa che con l’entrata in vigore del decreto legge 18/2020 alcuni istituti contrattuali, seppur già concessi, vengono revocati  qualora non abbiano esaurito i loro effetti entro il 17 marzo u.s.. In sostanza ed a titolo esemplificativo, chi ha già fruito di una licenza speciale dal 15 marzo al 25 marzo per esercitare la tutela genitoriale sui figli minori costretti a casa dalla chiusura degli istituti scolastici, dovrà commutarla – per il periodo successivo al 17 marzo – con le proprie ferie o con specifico congedo parentale e conseguente riduzione dello stipendio. Allucinante! Oggi per il 17 pur avendo il Comando Generale revocato la circolare solo il 22 marzo!!
Alle disposizioni normative di questo tipo, si aggiunge l’ostinazione di alcuni Servizi del CUFA e territoriali del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale di disattendere impunemente l’articolo 87, comma 1, del D.L. 18/2020 che, per limitare la presenza in ufficio fino a cessata emergenza, fa del lavoro agile la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa di natura amministrativa, logistica e gestionale.
Quando è il fuoco amico a fare le vittime, significa che c’è ancora tanto lavoro da fare”