Visto che addirittura il Capo di Stato Maggiore dell'Arma si è scomodato nel censurare UNFORCED, facendo capire che gli iscritti rischiano sanzioni disciplinari, dobbiamo precisare che:

  1. UNFORCED non ha chiesto nessun riconoscimento al Ministero della Difesa, in quanto essendo associazione tra personale civile e militare, non deve essere autorizzato (stante le leggo vigenti);
  2. lo statuto di UNFORCED è identico a quello di associazioni già operanti nell'ambito delle FFPP, come ASSODIPRO e FICIESSE;
  3. le Commissioni parlamentari, chiedendo un parere ad UNFORCED sul correttivo del d.l.vo 177/2016, hanno legittimato l'associazione; cosa che, evidentemente, nell'Arma crea problemi ma, delle due l'una: o il Parlamento si è sbagliato o si sbaglia l'Arma;
  4. il richiamo allo svolgimento di funzioni sindacali tradiscono la scarsa conoscenza di quel mondo da parte dell'Arma, mentre nello statuto di UNFORCED è chiaro che tale associazione non ha intendimenti sindacali tra i propri fini.


Concludendo, non possiamo che dedurre che l'Arma ha individuato il "nemico", quello più pericoloso, quello da combattere fin da subito ... e di questo ne siamo fieri, anche se per UNFORCED non esistono "nemici" ma solo interlocutori politici ed istituzionali.
Questo è il momento, quindi, di serrare le fila e chiedere a coloro i quali non lo hanno ancora fatto di iscriversi ad UNFORCED, dmostrando che le regole non possono essere interpretate a proprio piacimento e che il malcontento degli ex Forestali non può essere sedato minacciando sanzioni disciplinari!